Tu vedi,
Ulisse:
Abramo, ascolta il muto
e immenso
Oriente all'orlo dell'abisso...
risorgi e crea
padre nel profondo
del cuore; la
tua casa è quella porta
socchiusa nel
mistero della crescita.
O ponte teso
tra i canti e la sposa
mira e raccogli
l'oro della soglia:
cuna di cenere
- Mediterraneo.
Illuminate
frontiere scandiscono
le chiare rive
del tuo oscuro dire,
quando la porta
s'apre e un'altra età
all'improvviso
appare: un canto estremo
affiora e
solissimamente naufraghi
nel respiro del
giorno rivelato.
Scriba: tre
volte straniero, ascolta
sospeso tra la
mano e la memoria
il Tempo, ben
al di qua, al di là della tua
maestosa
biblioteca in fiamme, dona
volto umano in
un mondo non umano
pietre che
fondono nel muro e cantano,
muse impazzite,
la tua irriducibile
passione per la
realtà, approssimando
come un sentiero
intorno alla montagna
la scrittura
dell'uomo alla scrittura del mondo.
da:
La
malattia immortale
in Enluminures
La pietra di
paragone