Anno cinquantunesimo 2004

Edoardo Sanguineti

   
Anno 2004

Premessa

Opera poetica: Edoardo Sanguineti
Poesia inedita: Alessandro Ceni

Poeti e scrittori Liguri nel mondo: Michele Baraldi

Premio speciale: Bruno Musso
Programma Manifestazione
Ringraziamenti
 

Alcune opere

Da Labarintus, 1956

1.

composte terre in strutturali complessioni sono Palus Putredinis

riposa tenue Ellie e tu mio corpo tu infatti tenue Ellie eri il mio corpo

immaginoso quasi conclusione di una estatica dialettica spirituale

noi che riceviamo la qualità dai tempi

tu e tu mio spazioso corpo

di flogisto che ti alzi e ti materializzi nell'idea del nuoto

sistematica costruzione in ferro filamentoso lamentoso

lacuna lievitata in compagnia di una tenace tematica

composta terra delle distensioni dialogiche insistenze intemperanti

le condizioni esteme è evidente esistono realmente queste condizioni

esistevano prima di noi ed esisteranno dopo di noi qui è il dibattimento

liberazioni frequenza e forza e agitazione potenziata e altro

aliquot lineae desiderantur

dove dormi cuore ritagliato

e incollato e illustrato con documentazioni viscerali dove soprattutto

vedete igienicamente nell'acqua antifermentativa ma fissati adesso

quelli i nani extratemporali i nani insomma o Ellie

nell'aria inquinata

in un costante cratere anatomico ellittico

perché ulteriormente diremo che non possono crescere

tu sempre la mia natura e rasserenata tu canzone metodologica

periferica introspezione dell'introversione forza centrifuga delimitata

Ellie tenue corpo di peccaminose escrescenze

che possiamo roteare

e rivolgere e odorare e adorare nel tempo

desiderantur (essi)

analizzatori e analizzatrici desiderantur (essi) personaggi anche

ed erotici e sofisticati

desiderantur desiderantur

 

 

11.

la nostra sapienza tollera tutte le guerre

tollera la peste mansueta delle discipline

la tua statura mescola pietre sirene pollici bruchi

oh fermo carcere

dei disegni e dell'utero tempo indicativo fontana che rode e silenzio

e propriamente et os clausit digito

distratto Laszo pietosamente

per amori per mezzo delle ossa amati

per mezzo della calce viva

per mezzo dei concerti per violino e orchestra

per mezzo delle tue lenzuola

per mezzo della Kritik der reinen Vemunft

amori da ogni comice

e da ogni tradimento protestati

amori del tutto principali

amori ecco essenziali promossi da ogni fiore

ergo vacuas fac sedes

tuarum aurium devi assumere le pietre disperate oh tridente

delle mie fatiche chimiche ancora e sempre Ellie

mio folto estuario coltivatrice di cicatrici inchiodate

chiedere la notizia delle tue monete infiammabili dei tuoi vuoti porticati

per un regolamento

stabilirete il suo gusto

esigere il fallimento dietro la tua età

i fiammiferi con secchezza sotto i tuoi conigli sottrarre

 

 

21.

 et avant de s'engager dans le labyrinthe, il se touma vers le jardin

Krebs? urlando oh unheilbar unheilbar! era legata con naturalezza

all'al di là... prendeva le cose di religione con freddezza di cuore

sbalordimento mi viene dalla conferma di un presentimento: "parla e vive

senza sgomenti"

et après avoir dîne, nous retoumâmes au labyrinthe,

j'étois rêveur ô Mere la plus tendre des Meres! ô l'Exemplaire admirable

des senriments & de la tendresse des Meres! oh la mia stanza!

oh sono chiuso! sono chiuso!...

 

 

26.

 ah il mio sonno; e ah? e involuzione? e ah e oh? devoluzione? (e uh?)

e volizione! e nel tuo aspetto e infinito e generantur!

ex putrefactione; complesse terre; ex superfluitate;

livida Palus

livida nascìtur bene strutturata Palus; lividissima (lìvidissima terra)

(lividìssima) : cuius aqua est livida; (aqua) nascitur! (aqua) lividissima!

et omnìa corpora oh strutture! corpora o strutture mortuorum

corpora mortua o strutture putrescunt; generantur! amori!; resolvuntur;

(λ) lividissìma λ! lividissima! (palus)

particolarissima minima; minima pietra; definizione; sonno, universo;

Laszo? una definizione! (ah λ) complesse terre; nascitur!

ah inconfondibile precisabile! ah inconfondibile! minima!

oh iterazione! oh pietra! oh identica identica sempre;

identica oh! alla tua essenza amore identica! alla tua vita e generazione! e volizione! (corruzione) perché essenze le origini; essenze;

e ah e oh? (terre?)

complesse composte terre (pietre); universali; Palus;

(pietre?) al tuo lividore; amore; al tuo dolore; uguale tu!

una definizione tu! liquore! definizione! di Laszo definizione!

generazione tu! liquore liquore tu! lividissima mater:

 

 

da Erotopaegnia, 1961

4.

in te dormiva come un fibroma asciutto, come una magra tenia, un sogno;

ora pesta la ghiaia, ora scuote la propria ombra; ora stride,

deglutisce, orina, avendo atteso da sempre il gusto

della camomilla, la temperatura della lepre, il rumore della grandine,

la forma del tetto, il colore della paglia:

senza rimedio il tempo

si è rivolto verso i suoi giorni; la terra offre immagini confuse;

saprà riconoscere la capra, il contadino, il cannone?

non queste forbici veramente sperava, non questa pera,

quando tremava in quel tuo sacco di membrane opache.

 

 

da Reisebilder, 1972 

16.

sono più slavo di Tadeusz, se è vero che gli italiani sono slavi, e se gli slavi sono quelli che si accarezzano con le parole, dicendo: wie geht es dir? (e altre frasi cosi di contatto: che sono le carezze, appunto):

io ho accarezzato il polacco Tadeusz Rózewicz,

una notte, in casa di Adriaan, scrivendogli un biglietto che diceva, precisamente:

wie geht es dir? (e sorridendogli di lontano: e facendogli ciao, con la mano):

(perché non beveva da oltre un anno: e perché in un anno,

ormai, in media, compone due,

tre poesie, soltanto) :

(ma leggerò i suoi vecchi versi, è un patto

stipulato tra di noi: per dichiarargli, poi, se sono versi slavi, polacchi, malati):

(oggi, fiuto nei tedeschi altrettanti spagnoli: gente buona per le corride, per gli olè: e per la lotta dei galli - e per la Literaturwissenschaft) :

(come Archibaldo de la Cruz, sogno delitti che non so commettere:

un fragile erotomane platonico, inibito pornografo: un poeta):

 

 

da Postkarten, 1978

49.

per preparare una poesia, si prende "un piccolo fatto vero" (possibilmente

fresco di giornata) : c'è una ricetta simile in Stendhal, lo so, ma infine

ha un suo sapore assai diverso: (e dovrei perderci un'ora

almeno, adesso,

qui, a cercare le opportune citazioni: e francamente non ne ho voglia):

conviene curare

spazio e tempo: una data precisa, un luogo scrupolosamente definito, sono gli ingredienti più desiderabili, nel caso: (item per i personaggi, da designarsi rispettando l'anagrafe:

da identificarsi mediante tratti obiettivamente riconoscibili) :

ho fatto il nome

di Stendhal: ma, per lo stile, niente codice civile, oggi (e niente Napoleone, dunque, naturalmente): (si può pensare, piuttosto, al Gramsci dei Quaderni, delle Lettere, ma condito in una salsa un po' piccante: di quelle che si trovano, volendo, là in cucina, presso il giovane Marx) : e avremo una pietanza gustosamente commestibile, una specialità verificabile: (verificabile, dico, nel senso che la parola può avere in Brecht, mi pare, in certi appunti dell'Arbeitsjournal): (e quanto all'effetto V, che ci vuole, lo si ottiene con mezzi modestissimi): (come qui, appunto, con un pizzico di Artusi e Camadna) :

e

concludo che la poesia consiste, insomma, in questa specie di lavoro: mettere parole come in corsivo, e tra virgolette: e sforzarsi di farle memorabili, come tante battute argute e brevi: (che si stampano in testa, così, con un qualche contorno di adeguati segnali socializzati): (come sono gli a capo, le allitterazioni, e, poniamo, le solite metafore) :

(che vengono a significare, poi, nell'insieme:

attento, o tu che leggi, e mandi a mente):

  

 

 

Da Scartabello, 1980 

21. 

mi sono riadattato agli occhiali (che la patente, a me, rende obbligati, ormai), in un paio solo di giorni: vedo tutto più netto: (ma niente mi è, per questo, diventato migliore, in verità: un semaforo è sempre un semaforo, un marciapiede è un marciapiede: e io sono sempre io, così):

(quanto al doloroso senso di capogiro,

vaticinato, con l'emicrania, da un Istituto Ottico di corso Buenos Aires, al quale mi sono rivolto, questa volta, l'ho sperimentato e l'ho superato): (l'oculista affermava che, con il tempo, io mi ero costruito una mia rappresentazione arbitraria della realtà, adesso destinata, con le lenti, a sfasciarsi di colpo) :

(e ho potuto

sperare, per un attimo, di potermi rifare, a poco prezzo, una vita e una vista):

 

 

da Alfabeto apocalittico, 1982

a Enrico Baj 

N

nato mi è un nuovo naso tra le natiche,

nodo di nude nottole noematiche:

nidi di nervi & natte naturali

negano nevi a notti di natali:

naviga, nostra nave, in nostalgia,

necrosi è nebbia, & nafta è nevralgia:

nuota il nonsenso tra il nonsì e il nonsò,

nero su nero, & niente, & nulla, & no:

 

 

INEDITI E RARI

Job, una stanza

 

Per Luciano Berio

 

e rispondendo ho parlato da un turbine:

sono entrato

nel profondo del mare:

hai camminato nell'abisso dell'abisso?

Guarda, c’è il terrore, in giro, i ntorno ai suoi denti:

ecco, assorbirà un fiume, tranquillamente:

ma chi racconterà

quello che dico?

ho dato un abito alla nuvola:

tu non sapevi che dovevi nascere:

ho deposto sapienza

nelle viscere dell'uomo: al gallo, ho dato intelligenza:

ho immesso il nitrito nel collo del cavallo:

rispondi, tu,

che ti interrogherò:

consolida la sua coda come un cedro,

i nervi dei suoi testicoli stanno intrecciati:

io l'ho fatto:

e ho fatto te, io, insieme:

chi può resistere alla mia faccia?

della sua faccia chi aprirà le porte?

la sua virtù

è nell'ombelico del suo ventre:

non aggiungere niente, se parli:

 

gennaio 2002

 

  

40 anni dopo

 

più non sono quell'io che sono stato,

ma nessuno è chi fu, caro Golino:

e qui ognuno è soltanto il suo passato:

dentro l'io morto, ci inventi un destino:

 

il fatto è fatto, e ho amato ciò che ho amato:

scritto è lo scritto: e, micio e lupicino,

anche troppo ho ululato e miagolato,

alla pari, a compieta e a mattutino:

 

niente rinnego e di tutto mi pento,

me stesso mi sconfesso e mi confermo,

sono ghiaccio bollente e incendio spento:

 

ero un altro, ma identico, a Palermo:

tremulo scoglio al più flebile vento,

vegliardo infante, palestrato infermo:

 

 

14 aprile 2003

 

 

Ge/nova

  

Guardala qui, questa città, la mia:

E' in riva al Tejo che io cerco Campetto,

Nel Barrio Alto ho trovato Castelletto,

O un Cable Car su in Vico Zaccaria:

Vedilo, il mondo: in Genova è raccolto

A replicarne un po' la psiche e il volto.

 

8 marzo 2004

 

 

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