Premio  “Paolo Bertolani” 2017 – Sezione poesia dialettale

a Daniel Cundari 

 

 

MOTIVAZIONE

L’edizione 2017 del Premio Lerici Pea “Paolo Bertolani” per la Poesia dialettale, va a Daniel Cundari. Nato a Rogliano (CS) nel 1983, nel rapido volgere di un decennio, intercorso tra il suo primo libro (Cacagliùsi, Balbuzienti, 2016) e il più recente (Nell’incendio e oltre, 2016), si è imposto tra le nuove voci della poesia internazionale. Traduttore in spagnolo dell’opera poetica di Bufalino, ha pubblicato libri di poesia in italiano, in spagnolo e nel dialetto di Cuti, piccola località nel comune di Rogliano. Vissuto a Granada, è stato ospite di numerose rassegne internazionali. Della sua poesia a forte impatto emotivo, colpisce il radicamento linguistico alla lingua materna, una lingua ostica, segnata da sonorità aspre e ruvide, fulcro germinale di una ‘geografia feroce’ attraversata da spinte policentriche, alimentata dall’esperienza del mondo e delle sue lingue. Poeta inquieto e migrante, potremmo infatti definirlo, esposto alla continua avventura di deambulazione e deterritorializzazione: ovvero all’inevitabile e arricchente stigma della contaminazione culturale. Sarà per questo che la sua scrittura offre un costante combattimento o, potremmo dire, una fertile e felibre alternanza, tra radici e smarrimento, memoria dei luoghi e istanza erratica, dove le novità concrescono con la tradizione, dove la grande lezione della poesia esistenziale e tragica, da Kavafis, splendidamente tradotto in calabrese, a Penna e Mandel’štam, passando per la lirica risentita e civile di Lorca, viene attualizzata attraverso formularità e sonorità che si affidano anche alla musica e alla performatività della rappresentazione. La scrittura di Cundari è eminentemente lirica (in questo, appare in controtendenza rispetto alle mode e ai gusti del momento) e si affida alle lenti del cuore e dell’affettività attraverso cui segnare una nuova mappatura, una vera e propria cartografia dei sentimenti e dei luoghi, del paesaggio contemporaneo: un paesaggio continuamente rivitalizzato, rinnovato di energia vitale: “Adduv’è desërtu, / chìjântu siménta”, “Dov’è deserto, / pianto semi.”. Parola mercuriale e mai pacificata, la sua poesia, tutta concreta, tutta corporale e fisica, tuttavia riarsa continuamente dalla visione e dall’accelerazione mito-simbolista: della grande lezione della Modernità.

 

NOTA BIOGRAFICA

Daniel Cundari è nato nel 1983 a Cuti, un caratteristico rione di Rogliano, paese della Calabria in provincia di Cosenza. Poeta, narratore e performer plurilingue animato da un forte vitalismo, ha portato la lingua della sua terra in giro per il mondo: dalla Spagna alla Slovacchia, dalla Germania alla Cina. Fondamentale nella sua formazione artistica, dopo le esperienze senesi e romane, la frequentazione assidua dei maggiori artisti di Granada, città che ha segnato profondamente la sua voce poetica.  Precursore del repentismo cutise*, fondatore di locali e centri di aggregazione culturale nel suo luogo di origine, Premio Pericle d’oro “per le sue letture infinite e l’incessante impegno letterario, contraddistinto sin da età giovanissima, da sicurezza di timbro e rigore formale, uniti a una saggezza adulta pervasa da sensualità panica”, nel 2009 è stato il più giovane autore straniero di sempre, ospite della prestigiosa Cátedra Federico García Lorca. Attraverso il Premio Genil, normalmente attribuito a poeti iberici, Daniel Cundari ha pubblicato in spagnolo Geografía feroz. Collabora con musicisti di chiara fama, interpretando diversi spettacoli tratti dai suoi testi. Già nel 2010 e nel 2011 ha partecipato al FEX (Festival Internacional de Música y Danza) con un paesaggio sonoro dell’Albaicín e componendo una copla flamenca per ‘baile y cante’, in un progetto condiviso da chitarristi, ballerini e poeti quali Juan Pinilla, Sara La Samarona, Álvaro El Martinete, Victoria López, Juan de Loxa e Luis García Montero. Del 2013 è la sua partecipazione all’Ars Poetica di Bratislava, con altri trenta artisti performativi provenienti da ogni angolo del mondo. Nel marzo del 2017 è stato invitato dall’Accademia Mondiale della Poesia di Verona presso la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico. Innumerevoli i suoi saggi su riviste e antologie (da Borges a Marías, da Tabucchi a Magris) e, tra gli altri, Cesare Pavese e l’America per la prestigiosa Quimera, Revista de Literatura. Ha riportato dall’italiano allo spagnolo tutte le poesie di Gesualdo Bufalino e in dialetto calabrese molti autori, da Kavafis ad Aleixandre, da Alberti a Mandelstam. Le sue poesie sono tradotte in diverse lingue. Fra qualche giorno sarà insignito del Premio Lerici Pea 2017. A settembre riceverà anche il Premio Ischitella 2017 come vincitore assoluto.

Per la poesia ha pubblicato:

Cacagliùsi / Balbuzienti, 2006 Lepisma, Roma, a cura di Pasquino Crupi e Dante Maffìa. Il dolore dell’acqua, 2007 Lepisma, Roma, a cura di Mario Specchio.
Prótesis del alma, 2008 Vitolas del Anaïs, Granada, a cura di Marta Badia e Ángel Talián. Poemas para delinquir, 2009 Colección Peatones, Granada, a cura di Daniel Vázquez Barros.

Geografía feroz, 2011 Genil de Literatura, Granada, a cura di Antonio Carvajal, Alejandro Pedregosa, Trinidad Gan.
Poesie contro me stesso, 2014 Rubbettino, Soveria Mannelli, a cura di Juan Carlos Friebe.

Nell’incendio e oltre, 2016 Pellegrini, Cosenza, a cura di Manuel Cohen. Antologie:

L’Italia a pezzi L’Italia – Antologia di poeti italiani in dialetto a cura di M. Cohen, V. Cuccaroni, G. Nava, R. Renzi, C. Sinicco, Ed. Gwynplaine Ancona 2014

Dialetto lingua della poesia. Antologia di Ombretta Ciurmelli, Roma, 2015, Edizione Cofine

Todo es Poesía en Granada, prólogo de José Martín de Vayas, Colección Diástole, Esdrújula Ediciones, Granada, 2015, Spagna

* il repentismo cutise è un ambiente immaginativo-espressivo creato dal poeta, che si basa sul canto d’improvviso, utilizzando il dialetto in funzione di lingua universale della parola e del corpo.