Premio Lerici Pea 2017 – Sezione Liguri nel Mondo 

a David Bellatalla

MOTIVAZIONE

David Bellatella è un ligure (nato a La Spezia nel 1962) che ha agito nel mondo come antropologo e ricercatore occupandosi fra l’altro di sciamanesimo e nomadismo e ripercorrendo l’antica Via della Seta per l’Estremo Oriente e il cammino delle Ande. Ha documentato i suoi viaggi e le sue ricerche con parole e immagini in numerosi volumi e filmati. Dal 1992 è spesso in Mongolia, dove insegna alla National University e dove è impegnato in importanti progetti umanitari, finanziati in buona parte da enti privati e pubblici italiani, fra cui la Regione Liguria. Qui è intervenuto per soccorrere una popolazione di allevatori di renne che minacciava di scomparire a causa di una malattia dell’animale e più recentemente ha creato strutture di accoglienza per i bambini di strada e per ragazze madri con figli disabili nella capitale Ulan Bator, dove la modernizzazione ha acuito le diseguaglianze sociali e il clima rigido rende dura la stessa sopravvivenza dei deboli. Bellatella finanzia queste attività anche con i proventi dei libri da lui curati, fra cui di recente il prezioso diario tibetano del fotografo e marinaio militare ligure Eugenio Ghersi (Oneglia 1904-La Spezia 1967). David Bellatella ha contribuito significativamente a far conoscere la Liguria nel mondo e a inserire la Regione in un quadro di cooperazione umanitaria e culturale internazionale.

NOTA BIOGRAFICA

Nato a La Spezia nel 1962, studioso e ricercatore universitario.

 Ha insegnato antropologia audio-visulale e antropologia culturale alla Mongolian National University di Ulan Bator (Mongolia) e alla UWA University in Perth ( Australia Occidentale).

Tra il 1987 e il 1988 svolge ricerche nelle regioni Himalayane (Nepal, Ladakh e Tibet occidentale) e tra il 1989 e il 1991 è nell’America del Sud per ricerche etnografiche e antropologiche sulle popolazioni andine (Cile, Argentina, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia e Venezuela); con Dino De Toffol, Paolo Fiorini e Daniele Sigismondi compie la spedizione “Ande 89 – la prima traversata integrale della Cordigliera”; per un totale di oltre 4.500 km percorsi a piedi in oltre 14 mesi di viaggio.

Nel 1992 parte per la spedizione “Iter Rossicum” lungo le antiche vie carovaniere dell’Asia, che per quasi due anni, lo portano assieme all’amico De Toffol. da Venezia fino a Pechino sulle tracce dei grandi viaggiatori dell’Età di Mezzo.

Dal 1994 inizia un costante lavoro di ricerca in Mongolia con le popolazioni nomadi incentrando la propria ricerca sui diversi aspetti del nomadismo e dello sciamanesimo. È il primo ricercatore occidentale ad aver svolto uno studio antropologico sulla comunità degli Aghin-Buriati nella regione del Dornod, della Mongolia orientale.

Nel 1996 diviene membro dello IAMS Centro Studi e Ricerche dell’Accademia delle Scienze della Mongolia.

Dal 2001 è membro della giuria del Premio Chatwin.

Nel 2002 è coordinatore e moderatore della sezione “Etnografia & Antropologia” per il Simposio Mondiale di Studi Accademici sulla Mongolia tenutosi tra il 5 e 11 agosto dello stesso anno

Nel corso della sua carriera realizzato diversi documentari con il cineoperatore Dino de Toffol tra i quali: ”Lusajiu: un popolo della Sierra Nevada di Santa Marta – (Colombia)”; “Sciamanesimo e sacro tra i Buriati della Mongolia”; ”Tsaatan: Gli uomini renna della taiga (Mongolia)”, “Ulaanbataar: i bambini del sottosuolo – (Mongolia)”.

Inoltre ha pubblicato numerosi articoli per riviste scientifiche e specializzate; diversi libri tra i quali: “Sciamanesimo e sacro tra I Buriati della Mongolia”; “Tsaatan: gli uomini renna della Mongolia”; “Trekking nella Cordigliera – un anno a piedi attraverso le Ande”; “Dreams and Oracles”, “Audiovisual Anthropology; a theory of investigation for research in Shamanism and Spirituality”, “In viaggio con le nuvole”, “Eugenio Ghersi; un marinaio ligure in Tibet” e “Sull’altipiano dell’ Io sottile”.

Dal 1990 le sue immagini fotografiche sono state esposte in diverse città europee e australiane, tra le altre: “Magia delle Ande” “Sensazioni andine”; “Popoli degli Dei”; ”La via della seta” “gli uomini renna della Mongolia”; “Lusajiu – Un popolo della Sierra Nevada di Santa Marta”.

Dal 2006 ha aperto stabilmente il centro accoglienza per i Bambini di Strada (La Casa della Speranza) nel distretto di Chingeltei ad Ulan Bator, Mongolia.

Nel 2013 riceve la medaglia d’Oro dal Governo della Mongolia e dalla Croce Rossa per le sue attività umanitarie in Mongolia.

Nel luglio del 2016 riceve il Premio “Paul Harris Fellow” dal Rotary International per le sue iniziative umanitarie, soprattutto per quelle a favore dei bambini di strada di Ulan Bator.