Premio Paolo Bertolani 2018 – Giacomo Vit e Gruppo Majakoskij 

Premio  “Paolo Bertolani” 2018 – Sezione poesia dialettale
a Giacomo Vit e Gruppo Majakoskij 

MOTIVAZIONE

L’edizione del Premio “Lerici-Pea 2018”, per la sezione dialettale dedicata alla memoria del poeta Paolo Bertolani, individua nella scelta dei vincitori, un elemento di straordinaria unicità nel panorama contemporaneo. Il riconoscimento viene infatti assegnato a Giacomo Vit, voce tra le principali e ampiamente riconosciute della poesia italiana neodialettale e, per la prima volta nella storia dei premi di poesia italiani, ad un collettivo che, con questo riconoscimento, festeggia i 25 anni di attività: il ‘Gruppo Majakovskij’. Erede del grande filone della poesia che ha alla sua base l’etica della civiltà pasoliniana e la memoria della lingua parlata nel Nord-Est, su un discrimine o linea di confine etno-linguistica tra Veneto e Friuli, Vit, in quarant’anni di raffinata scrittura in versi (ora ampiamente raccolta nel volume antologico Vous dal grumal di aria – Voci dal grembiule d’aria. Poesie in friulano 1977-2017, Puntoacapo, 2018) ha segnato un solco profondo nella cultura letteraria del nostro Paese: un solco che coniuga radici e memoria, tensione e attenzione al paesaggio e a chi lo abita, con un occhio attento alle dinamiche della grande Storia, e alle piccole vicende degli esseri comuni o non illustri. Il risultato è tra i più alti, a cavallo tra vecchio e nuovo Millennio, per una poesia che per natura riguarda la civiltà, e per cultura difende e riverbera l’umanità e il creato. Il poeta, nel 1993 fonda il collettivo ‘Majakovskij’, in cui aduna amici e sodali, uniti nel nome del grande poeta russo dalla straordinaria forza e visione, dalla continua tensione ideale e dalla ricerca di elementi che accomunino i destini degli uomini. Il collettivo svolge da un quarto di secolo un’opera meritoria dai molteplici risvolti culturali e sociali. Vit ed il gruppo, tra cui si annoverano i notevoli poeti dialettali Francesco Indrigo e Silvio Ornella, assieme agli altri, siano essi autori in lingua e/o in dialetto: Anna Rita Gusso, Daniela Turchetto, Manuele Morassut e Renato Pauletto, si esibisce in varie località del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, con accompagnamento musicale del polistrumentista Nuccio Simonetti. Si tratta di una vera e propria ‘polifonia di voci portate in mezzo alla gente’, come annunciava la nota apparsa nel primo volume del gruppo nel 2000. Voci distinte e differenti, afferenti ognuna a varie aree linguistiche del Nordest, e unite dalla motivazione incrollabile di testimoniare la responsabilità della parola, la dantesca volontà di dire, nei confronti della comunità d’appartenenza e nei confronti del più ampio consorzio umano. La poesia del gruppo tocca dunque le corde scoperte e i motivi più urgenti o epocali: dall’ecologia alla distruzione del paesaggio, dalla devastazione antropologica all’offesa arrecata dai potenti agli ultimi della terra, la pace e la guerra, le crisi economiche e le crisi di civiltà. Ma tocca anche, con grazia e levità, questioni che riguardano l’infanzia e il rapporto con la divinità, l’esigenza del reale, e l’esigenza del sogno, la tensione alla religio. Anche di questo, anzi principalmente di ciò, si testimonia nel più recente volume edito nel novembre scorso: Non ti scrivo da solo (Samuele Editore, 2017), il cui titolo risulta emblematico e centrale per tutta la storia del gruppo. Non scrivere da soli significa anche confermare la possibilità di concrescere, culturalmente e umanamente. Significa fare squadra e palestra, curare e curarsi (sorvegliarsi, consigliarsi, correggersi) con reciprocità, ascolto, ospitalità. Significa infine opporsi all’individualismo, cieco e sordo, ormai diffuso ad ogni latitudine. La poesia di Francesco Indrigo e di Silvio Ornella, ad esempio, testimonia anche questo. Nasce dalla specifica personalità dei due poeti, ma si nutre costantemente del confronto con il gruppo, e con la pluralità del pensiero. I versi di Indrigo si muovono tra passato e presente, hanno nel proprio DNA la persistenza della natura, dei luoghi naturali, e affronta drammi, vicende globali: indimenticabili i versi dedicati alla fine di un pettirosso, o quelli per la ‘madre-erba’, o ancora, all’assedio di Aleppo nel più recente libro, Nissun di nun, Nessuno di noi (Samuele Editore, 2018). La poesia di Silvio Ornella, per taluni aspetti ricorda una scena o paesaggio bruegheliano: una immensa, rammemorata e contemplata natura, costantemente abitata da una moltitudine di uomini, da una umanità spesso ferita, spesso registrata nelle sue movenze più ordinarie, nelle sue abitudini. E come recita nel più recente volume, la vita della natura e degli uomini sembra colta proprio in quell’attimo del Timp in motu, Tempo incerto (Puntoacapo, 2016), in quel sentimento che assomiglia molto a una Stimmung della nostra epoca: tra paure e minacce, prima, o forse dopo, un temporale.

NOTA BIOGRAFICA

Giacomo Vit, Maestro elementare di Bagnarola, in provincia di Pordenone, è autore di opere in friulano di narrativa (Strambs, Udine, Ribis, 1994; Ta li’ speris, Pordenone, C’era una volta, 2001) e di poesia (Falis’cis di arzila, Roma, Gabrieli, 1982; Miel strassada, Riccia, Associazione Pro Riccia, 1985; Puartis ta li’ peraulis, Udine, Società Filologica Friulana, 1998; Fassinar, S.Vito al Tagliamento, Ellerani, 1988; Chi ch’i sin…, Pasian di Prato, Campanotto, 1990; La cianiela, Venezia,  Marsilio, 2001; La plena, Pordenone, Biblioteca Civica, 2002, Sòpis e patùs, Roma, Cofine, 2006, Sanmartin, Faloppio, Lietocolle, 2008, Ziklon B- I vui da li’ robis, CFR, 2011, Trin freit, Montereale Valcellina, Barca di Babele, 2014.) E’ uscita nel gennaio 2018 per  Puntoacapo editore la personale antologia Vous dal grumal di vint, che raccoglie quarant’anni di produzione poetica. Ha fondato nel 1993 il gruppo di poesia “Majakovskij”, col quale ha dato alle stampe quattro volumi. Con Giuseppe Zoppelli ha curato le antologie della poesia in friulano Fiorita periferia, Campanotto, 2002 e Tiara di cunfìn, Biblioteca civica di Pordenone, 2011. Componente della giuria del Premio “Città di San Vito al Tagliamento” e “Barcis-Malattia della Vallata. Vincitore di diversi premi, fra cui il “Pascoli”, il “Lanciano”, il “Gozzano” e il “Biagio Marin”. Ha pubblicato anche alcuni libri per l’infanzia in italiano e friulano.


Il gruppo Majakovskij, fondato nel 1993 da Giacomo Vit, si esibisce in varie località del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, presentando i propri spettacoli con l’accompagnamento musicale del compositore e polistrumentista Nuccio Simonetti. Nel 2000, per le edizioni Biblioteca dell’Immagine, ha dato alle stampe il libro Da un vint insoterat, una sorta di antologia che raccoglieva tutti i progetti-spettacolo elaborati fino a quel momento. Nel 2003, a cura del Comitato provinciale di Pordenone per l’Unicef, è stato pubblicato il volumetto I diritti dei bambini nella voce della poesia, un’interpretazione in versi di alcuni articoli della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia. Nel 2016 con Samuele editore è uscita l’opera Par li’zornadis di vint e di malstâ, e nel 2017, sempre con lo stesso editore, Non ti scrivo da solo, un volume dove s’incontrano poesia e spiritualità.             In alcuni casi, il gruppo è stato coinvolto anche nella dialettica poesia-arti visive, collaborando con artisti affermati come Loris Cordenos e Gianni Pignat.