Il filosofo Martin Heidegger, si chiese quale fosse il senso della parola poetica in un mondo, quello della tarda modernità, che sembrava, e sembra ancora, darle poco valore, “un mondo colmo di rumore, stordito dalle luci delle immagini, inebriato dalla velocità”. Perché dunque la poesia? Qual è il suo posto nell’era di Internet, dell’informazione globale, della comunicazione massificata? Perché oggi si scrive e perché si legge poesia? È solo il retaggio di altri tempi o, forse, c’è da chiedersi, come fa Mario Luzi, se questo esercizio, probabilmente marginale, “sia in grado di cantare qualcosa di pari alla vita”?. Io credo che sia su questo terreno che la poesia da sempre si misura. Non è mai stata il centro del mondo e neppure un linguaggio di largo consumo e sicuramente non ha mai cambiato il corso della storia, ma ieri, come oggi, la poesia raccoglie, custodisce, testimonia i battiti del tempo umano, “la calda fuggitiva onda del cuore”, come scrive Reiner Maria Rilke nelle Elegie Duinesi. Non solo, per quanto mi riguarda, la poesia è una dolce cura “all’inferno dei viventi”, “l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme”.

Il mio pensiero e il mio più sentito ringraziamento, in occasione di questo 60ntesimo del Premio Lerici Pea, è dunque rivolto alla Poesia tutta, anche a quella fuori dai libri, fuori dalla storia, intorno a noi; e a tutti coloro che hanno la fortuna, la predisposizione e il “coraggio” di essere poeti. L’Associazione Lerici Pea, da sessant’anni crede nell’importanza della Poesia: la poesia come il luogo della pluralità, della diversità, dell’uguaglianza fra le razze e fra la specie umana e quella animale; ma anche la Poesia come impegno umano, civile e politico. Nostro compito e il mio augurio, in occasione di questo importante traguardo, è di continuare a proteggerla, farla durare, dargli spazio.

LUCILLA DEL SANTO
Presidente P.T. del Premio Poesia Lerici Pea 2014