Premio Lerici Pea “Paolo Bertolani” 2014 

al “maestro” Franco Loi.

MOTIVAZIONE 

Molti sono i linguaggi della poesia di Franco Loi, naturalmente al primo posto il suo milanese, parlato e lirico, con cui a partire dagli anni’70, ha profondamente rinnovato la tradizione lombarda, di Porta e Tessa; poi il genovese, della sua città natale, ma anche il sardo e l’emiliano dei genitori, infine l’italiano della sua prosa saggistica e delle sue autotraduzioni. 

La polivalenza espressiva si specchia nella ricca articolazione dei suoi temi e motivi, che in mezzo secolo di attività, ha fatto di Loi uno dei maggiori poeti ‘nostrani’ di statura europea, come attestano, tra l’altro, le non poche traduzioni in varie lingue. 

La sua è una poesia capace di scenari diversi, dalla teatralità narrativa al lirismo più intenso e spirituale, dall’acuta rilevazione di un dettaglio quotidiano all’osservazione cosmica; una gamma ricca e cangiante, che mostra la sua grande capacità di ascolto ed interpretazione dell’umano, della natura e dell’‘altro’. 

Franco Loi nasce a Genova da padre sardo e da madre emiliana. Seguendo il padre ferroviere si trasferisce nel 1937 a Milano, dove frequenta gli studi diplomandosi in ragioneria. Successivamente lavorerà come contabile allo scalo merci di Lambrate. Lavora come impiegato allo scalo merci del porto di Genova fino al 1950 per diventare in seguito,nel 1955, incaricato presso l’Ufficio pubblicità della Rinascente per le relazioni pubbliche. Nel 1962 lavora all’Ufficio Stampa della casa editrice Arnoldo Mondadori Editore.

Dopo essere stato attivo militante comunista, ha aderito al movimento della nuova sinistra, ma dagli anni settanta ha lasciato sostanzialmente l’attività politica, assumendo posizioni molto personali, con forte accentuazione di una religiosità anarchico-libertaria. La sua prima produzione poetica nacque tutta in una breve stagione, tra il settembre 1965 e l’estate 1974, quasi “sotto dettatura”. Così il poeta rievoca quegli anni fondamentali: “scrivevo versi per quattordici ore filate al giorno, mi sono sempre considerato amanuense di Qualcuno”.

Esordisce solo nel 1973 come poeta dialettale e ha subito un buon successo con l’opera “I cart” edita dall’Edizione Trentadue di Milano e l’anno dopo, 1974, con “Poesie d’amore” edite da Il Ponte. Nel 1975 il poeta dimostra di aver raggiunto la completa maturità di espressione con il poema “Stròlegh”, pubblicato da Einaudi con prefazione di Franco Fortini, di cui una parte aveva già visto la pubblicazione nel secondo “Almanacco Dello Specchio”, ricevendo una critica positiva da Dante Isella.

Nel 1978 scrive la raccolta “Teater”, edita da Einaudi, e nel 1981 l’opera “L’Angel”, pubblicata a Genova dalle Edizioni San Marco dei Giustiniani. “L’aria de la memoria”, edita da Einaudi, raccoglie tutte le poesie scritte tra il 1973 e il 2002, tra le quali alcune già edite in precedenti raccolte. Tra le molte altre opere, tutte scritte in dialetto milanese, ricordiamo “Lünn”, “Liber”, “Umber”, ” El vent”, “Isman”, “Aquabella”, “Pomo del pomo”.

Oltre alle raccolte di poesia, Loi ha anche scritto, nel 2001, un libro di racconti intitolato “L’ampiezza del cielo” ed ha pubblicato diversi saggi. Loi è stato vincitore del Premio Bonfiglio per la raccolta Stròlegh, del premio Nonino per Liber e recentemente ha ricevuto il Premio Librex Montale e il Premio Brancati 2008 (sezione poesia) con il libro Voci d’osteria.
È stato insignito dalla Provincia di Milano della medaglia d’oro e ha inoltre ricevuto dal Comune di Milano l’Ambrogino d’oro e il “Sigillo Longobardo della Regione Lombardia”.
Ha contribuito a numerose riviste e lavora tuttora per Il Sole 24 ore.