In occasione delle celebrazioni del Sessantesimo anno del Premio, l’Associazione Lerici Pea, nell’ottica di rendere omaggio ai grandi maestri della poesia contemporanea, visiva e performativa, in un viaggio ideale dalle neoavanguardie Sanguinetiane degli anni ’50 ad oggi, ha deciso di conferire al maestro Massimo Mori  il Premio Lerici Pea per la Poesia Intermediale,  in quanto si ritiene la sua opera negli anni, onnicomprensiva delle più moderne ed attuali espressioni internazionali del “fare poesia”; il suo è un linguaggio non solo poetico, ma anche “trasversale” alle altre forme d’Arte, come dimostra la Mostra/ Personale dell’artista “Per Poesia” che ha seguito la consegna del Premio presso il museo CAMeC (Centro Arte Moderna e Contemporanea) della Spezia.

Massimo Mori ha iniziato la sua attività creativa negli anni 60 con opere lineari e poetiche sperimentali riferibili alla poesia totale. La sua ricerca è nata da un superamento della consueta tradizione delle arti non solo verbali e dalla necessità di sperimentare, praticare e proporre nuovi codici comunicativi. Questa ricerca appassionata lo ha visto impegnato con opere che vanno dalla poesia visiva a quella sonora, dall’attività performativa al libro-oggetto. Una delle esperienze più significative è stata quella del movimento “Ottovolante”, nato negli anni ’80 e che nel volume “Performer”, curato da Stefano Lanuzza, viene descritto come un vero e proprio circuito di poesia, un momento di resistenza all’omologazione. Dal suo impegno “performativo”, scaturiscono le sue “poesie in azione”, tra cui “La misurazione della qualità”, “Container”, “Combattimento con l’ombra”, “Perdoindio” ecc. 

Tra le opere visive e concrete che hanno dato esito ad alcune importati personali, come quella di quest’anno al CAMeC della Spezia, ricordiamo: “Codex”, “Liberto: libro da strada”, “Madrevaca”, “Ying-Yang tavolino e sedia per l’ospite gradito’ospite gradito”.