Premio Lerici Pea 2011: sezione Poeti e Artisti Liguri nel Mondo a Marino Magliani

Marino Magliani è nato nel 1960 a Dolcedo, in Val Prino, provincia di Imperia. Dopo molti viaggi giovanili in Sud America e Spagna, si è stabilito in Olanda, dove vive. Mantiene un rapporto molto stretto con la terra d’origine, e diventa scrittore proprio ricostruendo nella sua memoria e nella sua lingua paesaggi e figure inscritti in una Liguria di Ponente, con richiami impliciti a Boine e a Biamonti.
Un suo romanzo storico si impone all’attenzione “L’estate dopo Marengo”, (Philobiblon, 2003), seguono “Quattro giorni per non morire “(Sironi, 2006) , “Il collezionista di tempo” (Sironi 2007), e poi approda a una prestigiosa collana di Longanesi con “Quella notte a Dolcedo” (2008) e “La tana degli alberi belli” (2009). Seguono “La spiaggia dei cani romantici” (Instar Libri, 2011) e un libro di viaggio, “Amsterdam è una farfalla” (Ediciclo 211). E’ attivo come traduttore dallo spagnolo e come intermediario tra la cultura olandese e quella italiana, con un occhio continuamente, amorosamente rivolto alla Liguria.

Premio Lerici Pea per la Poesia in Dialetto “Paolo Bertolani” a Amilcare Mario Grassi

Amilcare Mario Grassi nasce a Castelnuovo Magra. Docente di Storia e Filosofia nei Licei ha pubblicato vari libri di poesia. L’ ultimo, “Se te fùse morto ‘n màe” (Passigli editore ). Fedele al suo tempo – al tempo della sua formazione, di ideali e valori che gli consentono di attraversare, senza evaderne, un presente non amato, – Grassi prosegue tra immagini palpitanti, pensieri e fantasmi – la riconquista della sua Castelnuovo Magra. Entro un paesaggio – naturale, umano e storico – che i tre libri precedenti ci hanno reso familiare, campeggia ora, preceduta e come introdotta da quella della madre (cosa che ne esalta e accresce lo spessore simbolico), la figura del padre Sergio. Una immagine potente, intensa e complessa; una immagine destinata a durare, e che si allinea degnamente a quelle che ci hanno consegnate alcuni grandi del nostro Novecento, da Sbarbaro a Giudici, da Quasimodo a Bertolani. Prefazione di Maurizio Maggiani, presentazione di Carlo di Alesio.