I° PREMIO – LUDOVICA VACIRCA

Conferito per la maturità del componimento che seppur breve non si rifugia nell’ermetico, ma anzi mostra la capacità di evocare suggestioni, di calibrare parole e spazi bianchi, rinunciando ad artifici letterari e colpendo nell’immediato. L’autrice risponde alla missione dell’arte e riesce in pochi versi nel proprio intento. Investe di nuova linfa e celebra piccoli gesti e oggetti (tende impolverate, stanze vuote…) raccontando tramite questi il soggetto. Mediante uno sguardo poetico, restituisce ad essi la dovuta importanza e sacralità, cantando la vita ed aprendo finestre inaspettate sulla realtà (uno dei veri compiti della poesia)… Lasciar parlare le cose ed avere l’attitudine di saperle ascoltare.

FINALISTA  – ELISA CALVO

Una poesia di pochi versi che si limita ad ammiccare al monolitico linguaggio poetico per calarsi infine in una dimensione colloquiale. Unica concessione, un verso lirico, funzionale e preciso, che è poi il titolo dell’opera stessa, scritto con onestà intellettuale, senza alcun timore di cadere appunto nella formula classica del poetare convenzionale. L’autrice delinea i tratti di un’anima a se vicina e di un rapporto intenso con essa, instaura un clima di sospensione ben espresso nel finale… Una chiusa che non si limita alla mera fotografia, ma che incuriosisce il lettore, ricalcando il fascino di un frammento di vita suggerisce un prima ed un dopo… Un’esortazione… Un invito ad immaginare…

FINALISTA – FRANCESCA MARIA FEDERICI

Un poetare moderno e anche per questo molto narrativo, con versi corti ed incisivi, i quali ricordano la scrittura di certi autori statunitensi di fine Novecento ”vedi Carver” molto amato e molto apprezzato come caposcuola del “Minimalismo”… Indubbiamente più famoso per essere diventato stella polare della narrativa breve, ma anche ottimo poeta. Spesso le sue poesie divennero gli spunti per sviluppare in seguito i suoi celebri racconti. La situazione in automobile, il rumore d’autostrada in sottofondo, rivelano la capacità di schivare gli stilemi della poesia classica e di attualizzarla, senza la ricerca a tutti i costi del verso o della parola ad effetto. La poetessa rinuncia totalmente al “ Visionario” troppo spesso abusato in chiave puramente estetica. Non c’è mare, non ci sono tramonti, gabbiani, fiumi …Il tutto si svolge in un abitacolo di una vettura; tuttavia c’è tensione ed emozione ed il risultato è senza dubbio efficace.