Il 57° Premio di Poesia Lerici Pea ha avuto luogo a Lerici il 25 settembre 2011, nella tradizionale location di Villa Marigola (Centro Studi della Cassa di Risparmio della Spezia).

Nell’anno proclamato dal WWF “Anno delle Foreste“, il Premio alla Carriera è stato assegnato ad una grandissima poetessa brasiliana che ha speso la sua vita difendendo la foresta amazzonica: Márcia Theóphilo.

Con tale riconoscimento, la Giuria Scientifica (formata da Massimo Bacigalupo, Giuseppe Conte, Marina Giaveri, Stefano Verdino e Valentino Zeichen) ha sottolineato come “la frontalità di una poesia di accesi colori e suoni, l’impasto di dimensione cosmica e primigenia con l’allarme di un oggi post-umano siano i punti qualificanti della ricca esperienza di poesia in portoghese e italiano di Márcia Theóphilo.”

MOTIVAZIONE UFFICIALE DELLA GIURIA
Per l’impasto di canto e battaglia che è inscindibile nella sua poesia, la netta determinazione con cui difende la foresta contro il deserto, la vita contro la morte.
Una poesia la sua, che sarebbe limitativo rubricare sotto l’etichetta di poesia ecologica: è poesia e basta.
Poesia densa di armonia e di forza sia nella versione portoghese che nella trasposizione italiana.
Altro merito della Theophilo è infatti la capacità con cui riesce a rendere in lingua italiana suoni e ritmi della sua lingua materna inserendosi bene, come ha scritto Mario Luzi, nel sistema ritmico e timbrico dell’italiano senza per questo sacrificare il ritmo e il suono dell’originale portoghese del Brasile.

BIOGRAFIA
Márcia Theóphilo nasce a Fortalesa, capitale dello Stato di Cearà, nel nord-est del Brasile. Studia Antropologia a Rio de Janeiro, San Paulo e Roma, dove consegue il dottorato. Nel 1971 viene in Italia come esiliata politica sfuggendo al regime militare che aveva imposto severe leggi sulla censura. Qui in Italia si impegna a mantenere relazioni culturali tra Italia e Brasile rappresentando l’Unione Brasiliana di Scrittori. Nel corso degli anni ha organizzato incontri di poesia, ha tradotto in portoghese poeti italiani e in italiano poeti brasiliani.
Ha scritto:

  • Saggi: “Ritorno di un poeta assassinato – Omaggio a Garcia Lorca” (ed. Nuovi sentieri, Roma 1976), “Il massacro degli Indios nel Brasile d’oggi” (Euno, Enna 1977)
  • Pièces teatrali: “Arapuca” (Ed.I manoscritti del Ciclope, Roma 1979), “Dica a quelli che è da parte di Dulce”, prefato da Dacia Maraini
  • Testi didattici: “Gli Indios del Brasile” (Nuove edizioni romane, Roma 1978)
  • Racconti.

La ricca opera poetica segna gran parte della sua carriera. Ricordiamo: “Catuete Curupira” (ed. La Ninea 1983, Premio Minerva); “Il Fiume, l’uccello, le nuvole” (Rossi&Spera, 1987); “Io canto l’Amazzonia” (Ed. dell’Elefante,1992, Premio Città di Roma); “I bambini Giaguaro” (Ed. De Luca, 1995, Premio Fregene) e Kupahùba” (Ed Tallone, 2000), entrambi prefati da Mario Luzi. La sua poetica è tutta incentrata sulla natura, sui miti e le leggende della foresta Amazzonica, sui popoli indigeni, sulla denuncia dello scempio che ai suoi danni si compie e all’impegno di salvaguardare il patrimonio naturale dalle aggressioni della civilizzazione. Nel 1997 le viene assegnato il Premio Nuove Scrittrici, nel 1999 il Premio Calliope per la poesia; nel 2010 il Premio Green Book – Libro Verde dell’Anno con “Amazzonia sempre” (Darwin ed.). E’ candidata al Premio Nobel e vive tra Roma e il Brasile.