Nel 1996 l’Associazione Lerici Pea si sostituì alla gestione di Alberta Andreoli, con il preciso scopo di preservare un Premio già allora importante e presente da 42 anni e come tale sicuramente uno dei più significativi dello spezzino, ma anche del panorama italiano

L’Associazione, nell’intraprendere la nuova opera di programmazione, istituì la Sezione Premio alla Carriera, con l’intenzione di estendere la propria azione in campo internazionale, proponendo la lettura e la conoscenza dei massimi poeti del mondo.

L’Associazione ha curato in questi anni, oltre alla propria Antologia annuale, anche la pubblicazione di opere monografiche degli Autori premiati, contenente anche inediti scritti per l’occasione.

Dal 1997 sono stati nostri ospiti tre grandi poeti italiani (Mario Luzi, Attilio Bertolucci, Edoardo Sanguineti), rispettivamente nel 1998, 1999 e 2004, insieme a Poeti la cui voce, da diverse parti del mondo, contribuisce nel modo più alto a tenere viva la Poesia; ne ricordiamo solo alcuni:

  • Adonis, che vive a Parigi ma di cittadinanza libanese, benchè sia di origine siriana, riconosciuto come il massimo Poeta vivente di lingua araba e più volte candidato al Nobel. Il Premio Lerici Pea contribuì a far conoscere e fece tradurre per la prima volta in Italia le opere del poeta.
  • Yves Bonnefoy, accademico di Francia e uno dei massimi poeti e intellettuali europei, anche lui candidato al Nobel.
  • H. Magnus Enzensberger, vigile e ironica coscienza del nostro tempo, massimo erede della grande tradizione di poesia Civile tedesca da Heine a Brecht.
  • Juan Gelman, nato a Buenos Aires, costretto a fuggire dall’Argentina in quanto portavoce della resistenza politica al regime militare, che negli anni settanta subì la perdita del figlio e della nuora, desaparecidos, assassinati dalla polizia. Scrive Giuseppe Conte che Gelman «ci offre la sua grande lezione mostrandoci che è proprio la poesia a tener vivo quanto c’è di più umano nell’uomo, la memoria, la dignità del dolore…».
  • Seamus Heaney, irlandese, Nobel per la Letteratura che, premiato nel 2005, offrì ai lettori italiani alcuni inediti (pubblicati sull’edizione monografica) incentrati sui temi a lui più cari e sulla sua idea di Poesia.
  • Lawrence Ferlinghetti, un maestro della Beat Generation che, nell’arco di oltre mezzo secolo di attività, è stato testimone vigile dei travagli della storia dell’America, di cui ha fatto una cronaca in oltre quindici libri di poesia.
  • Jesper Svenbro, grande intellettuale europeo e voce eminente della Poesia Scandinava, tra gli assegnatari del Premio Nobel, poeta che rappresenta una sintesi aperta e in movimento dello spirito europeo.
  • Bella Achmadulina, riconosciuta come la più grande poetessa russa contemporanea, erede di Anna Achmatova.
  • François Cheng, poeta, critico, calligrafo e intellettuale di origine cinese, membro dell’Accademia di Francia, è considerato il più importante e acuto mediatore culturale tra la Cina e l’Europa. I suoi studi sono un punto di riferimento per chiunque voglia accostarsi e comprendere la cultura dell’Oriente. Ma il suo merito più grande è quello di aver innovato e arricchito la filosofia occidentale di elementi provenienti da un mondo apparentemente molto diverso e lontano. Essendosi dovuto confrontare sin da giovane con il male e la bellezza per esser stato frequentatore, da un lato, di quell’incredibile luogo che è il Monte Lu, nella sua provincia natale, e dall’altro spettatore del terribile massacro di Nanchino, perpetrato dall’armata giapponese, Cheng ci rende partecipi delle sue riflessioni sulle questioni esistenziali più radicali che non hanno mai smesso di tormentarlo.
  • Cees Nooteboom, ultimo premiato della passata edizione 2016, è nato all’Aja nel 1933 e vive tra Olanda, Spagna e Germania; sicuramente il massimo esponente vivente della poesia, ma anche della letteratura “nordica”, più volte candidato al Nobel, è stato definito dal New York Times come “una delle voci più alte nel coro degli autori contemporanei”.
  • Milo De Angelis, Premio Lerici Pea 2017, nel quadro della nuova poesia affermatasi dopo i Novissimi, dagli anni Settanta, è subito apparso già alle prime prove con un talento impareggiabile per i modi con cui ha saputo declinare il verso italiano tra oltranza d’immagine e precisione quotidiana, una sorta di bifocalità che ha sempre attratto ed intrigato i lettori, perché non se ne può non riconoscere la genuina sincerità, nel nome di quella professione di fede nella poesia che è la ragione della sua vita e della sua capacità di ascolto e voce, in cui molti si sono riconosciuti e ritrovati.
  • Il Premio alla Carriera dal 1998 viene dunque assegnato ogni anno alle personalità di grande rilievo in campo letterario e poetico, sia nazionale che internazionale.